Le continue interruzioni: il primo problema da risolvere prima di pianificare l'anno nuovo
- Serena Vella Adamo
- 9 gen
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 14 gen

Se nell'articolo precedente hai fatto il punto della situazione su cosa ti ha fatto deragliare l'anno scorso, oggi iniziamo ad entrare nel concreto.
Uno dei problemi più frequenti per chi lavora in autonomia è questo: le continue interruzioni ( ne ho parlato anche in questo articolo
Telefonate mentre stai lavorando
Messaggi che "ci metti un attimo..."
Mail che sembrano tutte urgenti
Richieste che arrivano da chiunque, in qualsiasi momento.
Il risultato è sempre lo stesso: il lavoro importante viene spezzettato, rimandato, fatto male o non fatto proprio.
Se non risolvi questo problema, nessuna pianificazione reggerà, nemmeno la migliore.
Le continue interruzioni non sono un problema di tempo, ma si struttura.
Molti pensano che il problema sia "non aver abbastanza tempo". Non è così.
Il vero problema è che il tuo tempo non è protetto.
Quando lavori in autonomia:
nessuno difende il tuo tempo al posto tuo
nessuno decide cosa è prioritario al posto tuo
nessuno filtra le richieste al posto tuo
Se non costruisci tu una struttura, le interruzioni diventano una norma, e quando il lavoro è continuamente interrotto:
Perdi concentrazione (e pazienza!)
fai fatica a riprendere
aumenti il carico mentale
Inizi a rimandare le cose importanti
É così che le continue interruzioni fanno deragliare il lavoro, giorno dopo giorno
Perché le continue interruzioni distruggono la produttività
Ogni interruzione ha un costo, anche se dura pochi minuti.
Il costo non è il tempo dell'interruzione, ma:
Il tempo di rientrare nel lavoro
L'energia mentale persa
la confusione che si accumula
un'idea buona che ci scappa di mente
Quando le interruzioni son continue:
lavori sempre "a metà"
non entri mai davvero nel compito
passi la giornata occupata/o, ma con poco avanzamento reale
Ed è qui che nasce la frustrazione di fine anno:
Ho lavorato tanto, ma non ho concluso quanto avrei voluto
Consiglio n.1 - Definisci quando sei disponibile
Se sei sempre reperibile, sei sempre interrompibile.
Primo passo operativo:
Decidi quando non rispondi
rendilo esplicito
Esempi concreti:
Fascia oraria senza telefono
mail controllata solo in orari specifici
messaggi non urgenti rimandati a un momento preciso
notifiche silenziate per tot ore
Non è scortesia. É protezione del lavoro
👉 Se non definisci tu i confini, lo faranno gli altri al tuo posto
Consiglio pratico n.2 - Trasforma le urgenze in richieste differite
Molte interruzioni sembrano urgenti, ma non lo sono davvero.
Regola operativa:
tutto ciò che non è davvero urgente viene rimandato ad un momento deciso da te
Esempi concreti:
"Ne pariamo oggi alle 16"
"Rispondo nel pomeriggio"
"Lo inserisco e lo guardo domani"
In questo modo:
togli pressione immediata
nn interrompi ciò che stai facendo
mantieni il controllo del lavoro
👉 Le continue interruzioni diminuiscono quando smetti di reagire in tempo reale.
Consiglio n.3 - Scarica le richieste invece di tenerle in testa
Uno degli effetti peggiori delle interruzioni è il carico mentale.
Ogni richiesta non gestita resta "aperta" nella testa.
Soluzione operativa:
scrivi tutto
subito
senza decidere sul momento
Poi, in un momento separato:
valuti
decidi
pianifichi
Questo è il motivo per cui strumenti come il quaderno sorgente son fondamentali: servono a svuotare la mente, non a organizzare.
👉 Una mente più vuota gestisce meglio le interruzioni.
Le continue interruzioni sono un problema di self-leadership
Dire sempre si, rispondere subito, essere sempre disponibili, non è professionalità.
É mancanza di leadership su te stesso
Se non difendi il tuo lavoro:
lo svaluti
lo metti sempre dopo
lo rendi sacrificabile
Ed è cosi che, alla fine dell'anno, ti ritrovi a pianificare di nuovo...senza aver risolto nulla.
Conclusione
Se vuoi pianificare davvero l'anno nuovo, le continue interruzioni sono uno dei primi problemi da risolvere, perché spesso sono le cause di altri problemi che ne derivano.
Non servono strumenti complicati. Non serve motivazione
Serve:
proteggere il tempo di lavoro
definire confini chiari
smettere di reagire a tutto subito
Nel prossimo articolo continueremo ad analizzare gli altri problemi operativi che fanno deragliare il lavoro nel tempo.
Perché la pianificazione funziona solo quando i problemi vengono affrontati prima
Vuoi lavorare su questo problema con me?
Questo argomento può essere affrontato in una sessione singola se:
le interruzioni sono concrete e riconoscibili (telefonate, messaggi, notifiche, richieste continue)
non hai mai costruito regole chiare di disponibilità
sei all'inizio della tua carriera e vuoi correggere da subito gli errori prima che diventino cronici
senti il bisogno di mettere confini operativi e riprendere il controllo
In questi casi la consulenza gratuita e la sessione singola può essere sufficiente per:
analizzare dove il tuo tempo viene disperso
chiarire cosa è davvero urgente e cosa no
definire regole e confini applicabili da subito
ridurre in modo concreto il numero di interruzioni
Le continue interruzioni non sono più da sessione singola quando:
sono collegate a una difficoltà cronica nel dire di no
lavorare nel multitasking è per te un abitudine
le interruzioni sono intrecciate sono causa e conseguenza della procrastinazione, sovraccarico
anche quando provi a darti delle regole, non riesci a mantenerle
In questi casi, le interruzioni non sono più il problema principale, ma la conseguenza e la causa di altri problemi. Una sessione singola non sarebbe sufficiente, quindi serve un percorso perché i nodi sono collegati e vanno affrontati tutti per tornare ad un lavoro scorrevole e produttivo
Se vuoi saperne di più, chiedi una consulenza gratuita!






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