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Prima di pianificare l'anno nuovo, devi capire cosa ti ha fatto deragliare in quello vecchio

Prima di pianificare l'anno nuovo, devi capire cosa ti ha fatto deragliare in quello vecchio


All'inizio dell'anno succede sempre la stessa cosa.

Si parla di nuovi obiettivi, di migliore organizzazione, di più concentrazione e di una pianificazione finalmente efficace.


Ne abbiamo parlato già nell'articolo sui buoni propositi: il problema non è la mancanza di obiettivi.

Il problema è che si prova a pianificare l'anno nuovo senza aver risolto ciò che ha reso difficile lavorare l'anno prima.

Se non affronti quei problemi, cambierà il calendario ma il modo di lavorare resterà lo identico, e i risultati, di conseguenza anche.


Perché prima di pianificare l'anno nuovo devi analizzare cosa non ha funzionato


Chi lavora in autonomia non riparte mai da zero da gennaio.

Arriva a fine anno con:

  • abitudini operative consolidate

  • reazioni automatiche a richieste esterne

  • modalità di lavoro che funzionano poco ma che si ripetono

  • problemi irrisolti che si trascinano nel tempo


Pianificare sopra queste basi non è pianificazione. É costruire nuovi propositi sopra problema vecchi, ed è il motivo per cui, dopo poche settimane, tutto torna esattamente com'era prima.


I problemi vengono prima della pianificazione

Nel lavoro quotidiano, la pianificazione funziona solo se prima vengono chiariti i punti critici che fanno deragliare le giornate.


Nella pratica questi problemi riguardano quasi sempre:

  • gestione delle priorità

  • confini poco chiari tra lavoro e richieste esterne

  • difficoltà a dire di no

  • multitasking continuo

  • carico mentale costante

  • decisioni prese troppo tardi

Finché questi aspetti non vengono messi a fuoco, nessun piano regge la realtà


Perché serve un questionario prima di pianificare


Molte persone sanno che "qualcosa non ha funzionato", ma non sanno cosa esattamente.

Il risultato è che:

  • si pianifica in modo generico

  • su lavora "a sensazione"

  • si cambia metodo continuamente

  • si accumula frustrazione


Un questionario strutturato serve proprio a questo: rendere visibili i problemi operativi, uno per uno.

Non è motivazione. Non è introspezione. É analisi concreta del modo i cui lavori davvero.


Cosa ti permette di capire il questionario


Rispondendo alle domande del questionario puoi individuare:

  • quali dinamiche ti fanno perdere tempo

  • dove salta la tua organizzazione giornaliera

  • se il problema è nelle priorità, nei confini o nel carico mentale

  • su cosa devi intervenire prima di iniziare a pianificare


In altre parole: Cosa va sistemato prima, invece di aggiungere nuovi obiettivi sopra problemi irrisolti.


Senza questa analisi, la pianificazione resta teorica


Pianificare senza aver chiarito questi punti porta sempre lo stesso risultato:

  • piani troppo ambiziosi

  • obiettivi continuamente rimandati

  • giornate piene ma poco efficaci

  • senso costante di rincorsa


Non perché "non sei costante"; ma perché stai cercando di pianificare senza aver prima messo ordine nel lavoro reale.


Il primo passo non è pianificare, è fare chiarezza


Prima di pianificare l'anno nuovo, serve fermarsi e capire:

  • cosa ti ha impedito di lavorare bene

  • quali problemi operativi si ripetono

  • dove perdi il controllo delle tue giornate


Solo dopo questa analisi ha senso parlare di obiettivi, strumenti e pianificazione.


Per questo ho preparato un questionario operativo che ti aiuta a fare il punto della situazione in modo concreto.






Se vuoi che quest'anno sia diverso, non partire dal "fare meglio". Parti dal capire perché l'anno scorso non ha funzionato.


Nel lavoro in autonomia la differenza non la fa la motivazione. La fa la capacità di affrontare problemi reali, uno alla volta.

La pianificazione viene dopo, prima serve chiarezza

Buon lavoro!

 
 
 

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