Prima di pianificare l'anno nuovo, devi capire cosa ti ha fatto deragliare in quello vecchio
- Serena Vella Adamo
- 9 gen
- Tempo di lettura: 2 min

All'inizio dell'anno succede sempre la stessa cosa.
Si parla di nuovi obiettivi, di migliore organizzazione, di più concentrazione e di una pianificazione finalmente efficace.
Ne abbiamo parlato già nell'articolo sui buoni propositi: il problema non è la mancanza di obiettivi.
Il problema è che si prova a pianificare l'anno nuovo senza aver risolto ciò che ha reso difficile lavorare l'anno prima.
Se non affronti quei problemi, cambierà il calendario ma il modo di lavorare resterà lo identico, e i risultati, di conseguenza anche.
Perché prima di pianificare l'anno nuovo devi analizzare cosa non ha funzionato
Chi lavora in autonomia non riparte mai da zero da gennaio.
Arriva a fine anno con:
abitudini operative consolidate
reazioni automatiche a richieste esterne
modalità di lavoro che funzionano poco ma che si ripetono
problemi irrisolti che si trascinano nel tempo
Pianificare sopra queste basi non è pianificazione. É costruire nuovi propositi sopra problema vecchi, ed è il motivo per cui, dopo poche settimane, tutto torna esattamente com'era prima.
I problemi vengono prima della pianificazione
Nel lavoro quotidiano, la pianificazione funziona solo se prima vengono chiariti i punti critici che fanno deragliare le giornate.
Nella pratica questi problemi riguardano quasi sempre:
gestione delle priorità
confini poco chiari tra lavoro e richieste esterne
difficoltà a dire di no
multitasking continuo
carico mentale costante
decisioni prese troppo tardi
Finché questi aspetti non vengono messi a fuoco, nessun piano regge la realtà
Perché serve un questionario prima di pianificare
Molte persone sanno che "qualcosa non ha funzionato", ma non sanno cosa esattamente.
Il risultato è che:
si pianifica in modo generico
su lavora "a sensazione"
si cambia metodo continuamente
si accumula frustrazione
Un questionario strutturato serve proprio a questo: rendere visibili i problemi operativi, uno per uno.
Non è motivazione. Non è introspezione. É analisi concreta del modo i cui lavori davvero.
Cosa ti permette di capire il questionario
Rispondendo alle domande del questionario puoi individuare:
quali dinamiche ti fanno perdere tempo
dove salta la tua organizzazione giornaliera
se il problema è nelle priorità, nei confini o nel carico mentale
su cosa devi intervenire prima di iniziare a pianificare
In altre parole: Cosa va sistemato prima, invece di aggiungere nuovi obiettivi sopra problemi irrisolti.
Senza questa analisi, la pianificazione resta teorica
Pianificare senza aver chiarito questi punti porta sempre lo stesso risultato:
piani troppo ambiziosi
obiettivi continuamente rimandati
giornate piene ma poco efficaci
senso costante di rincorsa
Non perché "non sei costante"; ma perché stai cercando di pianificare senza aver prima messo ordine nel lavoro reale.
Il primo passo non è pianificare, è fare chiarezza
Prima di pianificare l'anno nuovo, serve fermarsi e capire:
cosa ti ha impedito di lavorare bene
quali problemi operativi si ripetono
dove perdi il controllo delle tue giornate
Solo dopo questa analisi ha senso parlare di obiettivi, strumenti e pianificazione.
Per questo ho preparato un questionario operativo che ti aiuta a fare il punto della situazione in modo concreto.
Se vuoi che quest'anno sia diverso, non partire dal "fare meglio". Parti dal capire perché l'anno scorso non ha funzionato.
Nel lavoro in autonomia la differenza non la fa la motivazione. La fa la capacità di affrontare problemi reali, uno alla volta.
La pianificazione viene dopo, prima serve chiarezza
Buon lavoro!






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