top of page

Ogni anno nuovo ho buoni propositi, ma dopo due mesi torna tutto come prima

Buoni propositi che dopo due mesi svaniscono


Arriva sempre lo stesso momento, verso la fine dell'anno.

Se lavori in autonomia probabilmente lo conosci bene questo periodo fatto di bilanci e voglia di "iniziare col botto" l'anno nuovo..

Ti fermi un attimo, magari tra Natale e Capodanno, e inizi a pensare all'anno che viene.

A come vorresti lavorare

A cosa vorresti cambiare

A quello che quest'anno non ha funzionato come speravi.


Ed è li che iniziano ad affiorare i buoni propositi:

  • lavorare meglio

  • essere più organizzato

  • usare meglio il tempo

  • raggiungere obiettivi


Il problema non è avere buoni propositi, il problema è che, nel lavoro quotidiano, i buoni propositi non reggono la realtà e dopo poche settimane tutto torna com'era prima


Il problema non sono i buoni propositi

Se ogni anno nuovo ho buoni propositi, ma dopo due mesi torna tutto come prima, il problema non è la mancanza di volontà, ma il modo in cui si cerca di pianificare il futuro senza risolvere ciò che non funziona


Chi lavora in autonomia non riparte mai da zero a gennaio. Arriva a fine anno con:

  • abitudini consolidate

  • modalità ripetute di lavoro

  • reazioni automatiche a richieste e urgenze

  • problemi già presenti

Questo non sparisce perché cambia il calendario


Fermati un attimo e fai questo...


Prima di continuare a leggere, fai questo:


Prendi un foglio o un quaderno e rispondi alla seguente domanda:

Qual'è stata, quest'anno, la cosa che ti ha fatto perdere tempo senza darti risultati reali?

Non scrivere un obiettivo ma un problema reale

Esempi:

  • continue interruzioni

  • troppe attività aperte insieme

  • giornate piene ma senza avanzamenti

  • pianificazioni saltate una dopo l'altra

Questo è il punto di partenza reale



Questo non sparisce perché cambia il calendario


Se l'anno appena concluso è stato:

  • caotico

  • frammentato

  • pieno di interruzioni

  • con piani fatti e poi sistematicamente saltati

Queste dinamiche non spariscono il 1 gennaio.


Molti fanno questo errore: chiudono mentalmente l'anno vecchio e costruiscono nuovi propositi sopra i problemi ancora presenti

Ma il lavoro non funziona così.

Se alcune dinamiche ti hanno già portato a pianificare male, a rincorrere le urgenze o a sentirti sempre in affanno, produrranno gli stessi risultati anche l'anno nuovo

La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi. Cit. Albert Einstein

É per questo che tante persone si ritrovano ciclicamente a passare dall'entusiasmo alla solita frustrazione in breve tempo


Le cattive abitudini operative vengono prima di qualsiasi piano


Qui c'è il puto che quasi tutti saltano.


Se quest'anno:

  • Hai lavorato in multitasking continuo

  • hai procrastinato le cose importanti

  • hai avuto giornate piene e poco avanzamento reale

  • hai pianificato più volte senza riuscire a seguire i piani

il problema non è che non sai avere obiettivi. Il problema è che stai cercando di pianificare sopra un modo di lavorare che non funziona.


Multitasking, procrastinazione, cattivo uso del tempo sono solo alcune delle cattive abitudini che spesso ci fanno deragliare, non sono difetti personali. Sono risposte automatiche a un lavoro poco chiaro e poco delimitato:

  • Fai multitasking quando non sai cosa viene prima

  • procrastini quando il compito è troppo grande o confuso

  • perdi tempo quando non hai confini ben delimitati e chiari

Se queste dinamiche non vengono affrontate, nessun piano regge.


Azione pratica: dal problema alla regola

Ora torna al problema che hai scritto prima.

Chiediti questo:

Quale piccola regola, se rispettata ogni giorno, impedirebbe a questo problema di ripresentarsi?

Esempi concreti:

  • Problema: troppe interruzioni➡️regola: la prima ora della giornata è sempre senza mail, messaggi e social.

  • Problema: giornate piene ma inconcludenti➡️regola: una sola atività prioritaria al giorno, scelta il giorno prima

  • Problema: piani che saltano➡️regola: pianifico il 70% del tempo disponibile

Queste non sono motivazioni , ma sono vincoli operativi


Perché "avere obiettivi" non basta


A questo punto entra in gioco una frase che probabilmente hai già sentito:

Devi trasformare i tuoi buoni propositi in obiettivi

Ed è vero, ma detta così non serve a nulla.


Un obiettivo SMART non serve a motivarti. Serve a rendere più semplici le decisioni quotidiane.

Esempio pratico:

Buon proposito: "voglio gestire meglio il mio tempo"

Obiettivo SMART:

"Per i prossimi 90 giorni, tre mattine a settimana lavoro 90 minuti senza mail sulla priorità principale e verifico a fine settimana quante sessioni ho fatto"

Regola operativa: la prima attività della giornata è sempre quella scelta il giorno prima, senza aprire mail, social o messaggi

É la regola che regge quando la giornata si complica, senza regole i piani saltano


Conclusione


I buoni propositi non sono un problema, gli obiettivi SMART da soli, non sono il problema.


Il problema è pianificare il futuro senza aver affrontato problemi pregressi che rendono ancora il lavoro difficile oggi è il vero problema.


Multitasking, cattiva organizzazione, confusione sulle priorità non si risolvono con un nuovo elenco di obiettivi, ma con regole operative concrete.


Nei prossimi articoli affronteremo questi problemi uno alla volta, dal punto di vista del problem solving applicato al lavoro quotidiano.


Nel frattempo se vuoi iniziare davvero: non chiederti cosa vuoi ottenere quest'anno. Chiediti cosa di sbagliato deve smettere di succedere ogni giorno


Nel frattempo...Tantissimi auguri di buone feste!

 
 
 

Commenti


© 2025 Serena Vella Adamo – Tutti i diritti riservati  
P.IVA: 01830260095

Loano (SV), Italia

Privacy &Cookie Policy

bottom of page