Ogni anno nuovo ho buoni propositi, ma dopo due mesi torna tutto come prima
- Serena Vella Adamo
- 1 gen
- Tempo di lettura: 4 min

Arriva sempre lo stesso momento, verso la fine dell'anno.
Se lavori in autonomia probabilmente lo conosci bene questo periodo fatto di bilanci e voglia di "iniziare col botto" l'anno nuovo..
Ti fermi un attimo, magari tra Natale e Capodanno, e inizi a pensare all'anno che viene.
A come vorresti lavorare
A cosa vorresti cambiare
A quello che quest'anno non ha funzionato come speravi.
Ed è li che iniziano ad affiorare i buoni propositi:
lavorare meglio
essere più organizzato
usare meglio il tempo
raggiungere obiettivi
Il problema non è avere buoni propositi, il problema è che, nel lavoro quotidiano, i buoni propositi non reggono la realtà e dopo poche settimane tutto torna com'era prima
Il problema non sono i buoni propositi
Se ogni anno nuovo ho buoni propositi, ma dopo due mesi torna tutto come prima, il problema non è la mancanza di volontà, ma il modo in cui si cerca di pianificare il futuro senza risolvere ciò che non funziona
Chi lavora in autonomia non riparte mai da zero a gennaio. Arriva a fine anno con:
abitudini consolidate
modalità ripetute di lavoro
reazioni automatiche a richieste e urgenze
problemi già presenti
Questo non sparisce perché cambia il calendario
Fermati un attimo e fai questo...
Prima di continuare a leggere, fai questo:
Prendi un foglio o un quaderno e rispondi alla seguente domanda:
Qual'è stata, quest'anno, la cosa che ti ha fatto perdere tempo senza darti risultati reali?
Non scrivere un obiettivo ma un problema reale
Esempi:
continue interruzioni
troppe attività aperte insieme
giornate piene ma senza avanzamenti
pianificazioni saltate una dopo l'altra
Questo è il punto di partenza reale
Questo non sparisce perché cambia il calendario
Se l'anno appena concluso è stato:
caotico
frammentato
pieno di interruzioni
con piani fatti e poi sistematicamente saltati
Queste dinamiche non spariscono il 1 gennaio.
Molti fanno questo errore: chiudono mentalmente l'anno vecchio e costruiscono nuovi propositi sopra i problemi ancora presenti
Ma il lavoro non funziona così.
Se alcune dinamiche ti hanno già portato a pianificare male, a rincorrere le urgenze o a sentirti sempre in affanno, produrranno gli stessi risultati anche l'anno nuovo
La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi. Cit. Albert Einstein
É per questo che tante persone si ritrovano ciclicamente a passare dall'entusiasmo alla solita frustrazione in breve tempo
Le cattive abitudini operative vengono prima di qualsiasi piano
Qui c'è il puto che quasi tutti saltano.
Se quest'anno:
Hai lavorato in multitasking continuo
hai procrastinato le cose importanti
hai avuto giornate piene e poco avanzamento reale
hai pianificato più volte senza riuscire a seguire i piani
il problema non è che non sai avere obiettivi. Il problema è che stai cercando di pianificare sopra un modo di lavorare che non funziona.
Multitasking, procrastinazione, cattivo uso del tempo sono solo alcune delle cattive abitudini che spesso ci fanno deragliare, non sono difetti personali. Sono risposte automatiche a un lavoro poco chiaro e poco delimitato:
Fai multitasking quando non sai cosa viene prima
procrastini quando il compito è troppo grande o confuso
perdi tempo quando non hai confini ben delimitati e chiari
Se queste dinamiche non vengono affrontate, nessun piano regge.
Azione pratica: dal problema alla regola
Ora torna al problema che hai scritto prima.
Chiediti questo:
Quale piccola regola, se rispettata ogni giorno, impedirebbe a questo problema di ripresentarsi?
Esempi concreti:
Problema: troppe interruzioni➡️regola: la prima ora della giornata è sempre senza mail, messaggi e social.
Problema: giornate piene ma inconcludenti➡️regola: una sola atività prioritaria al giorno, scelta il giorno prima
Problema: piani che saltano➡️regola: pianifico il 70% del tempo disponibile
Queste non sono motivazioni , ma sono vincoli operativi
Perché "avere obiettivi" non basta
A questo punto entra in gioco una frase che probabilmente hai già sentito:
Devi trasformare i tuoi buoni propositi in obiettivi
Ed è vero, ma detta così non serve a nulla.
Un obiettivo SMART non serve a motivarti. Serve a rendere più semplici le decisioni quotidiane.
Esempio pratico:
Buon proposito: "voglio gestire meglio il mio tempo"
Obiettivo SMART:
"Per i prossimi 90 giorni, tre mattine a settimana lavoro 90 minuti senza mail sulla priorità principale e verifico a fine settimana quante sessioni ho fatto"
Regola operativa: la prima attività della giornata è sempre quella scelta il giorno prima, senza aprire mail, social o messaggi
É la regola che regge quando la giornata si complica, senza regole i piani saltano
Conclusione
I buoni propositi non sono un problema, gli obiettivi SMART da soli, non sono il problema.
Il problema è pianificare il futuro senza aver affrontato problemi pregressi che rendono ancora il lavoro difficile oggi è il vero problema.
Multitasking, cattiva organizzazione, confusione sulle priorità non si risolvono con un nuovo elenco di obiettivi, ma con regole operative concrete.
Nei prossimi articoli affronteremo questi problemi uno alla volta, dal punto di vista del problem solving applicato al lavoro quotidiano.
Nel frattempo se vuoi iniziare davvero: non chiederti cosa vuoi ottenere quest'anno. Chiediti cosa di sbagliato deve smettere di succedere ogni giorno
Nel frattempo...Tantissimi auguri di buone feste!






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