Come gestire gli imprevisti con e nella pianificazione
- Serena Vella Adamo
- 6 dic 2025
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 13 gen

Gestire gli imprevisti nella pianificazione
Gli imprevisti fanno parte della vita e del lavoro, soprattutto per freelance e liberi professionisti che gestiscono tutto in autonomia.
La pianificazione, però, spesso viene costruita come se gli imprevisti non esistessero.
E così basta una telefonata, un'urgenza, un problema familiare o un ritardo per far saltare che un'intera giornata.
La verità è semplice:
La pianificazione non deve eliminare gli imprevisti (nessuno è un mago per poterli prevedere). Deve essere costruita per reggerli.
Ecco come farlo in modo pratico, realistico e sostenibile
Ovviamente come dico sempre, non c'è un metodo preciso che va bene per tutti, ma puoi sempre provare a mettere in pratica i miei consigli...e vedere come va, ciò che dico non è la verità assoluta, devi provare, modellare...
1 pianificazione realistica non significa pianificazione perfetta
Molti fanno l'errore di creare piani perfetti ( l'ho fatto anche io e ne parlo in questo articolo ) costruiti minuto per minuto, senza margine.
Il problema è che un piano perfetto è fragile:
regge finché tutto procede come previsto e nella vita questo accade raramente.
Una pianificazione efficace, invece, è elastica: si adatta, si muove, permette di recuperare.
Un buon piano non è quello che che non cambia mai. É quello che continua a funzionare anche quando qualcosa cambia o non va come dovrebbe.
2 Classifica gli imprevisti: non tutti sono uguali
"É un imprevisto" non significa "ha la stessa priorità".
Un consulente deve distinguere subito:
Imprevisti urgenti e necessari
Quelli che non puoi rimandare perché creano danno immediato se ignorati.
Esempi concreti:
Un problema di salute (tuo o di un tuo familiare)
Un guasto che blocca il lavoro ( pc che non si accende, password compromessa
Un cliente che non ha ricevuto dei documenti importanti
In questi casi la priorità è intervenire e riprogrammare tutto il resto.
Imprevisti urgenti ma non importanti
Richiedono attenzione, ma non hanno un impatto importante sul tuo lavoro se gestiti con metodo
Esempi concreti:
Una richiesta last-minute di un cliente non prioritaria
una mail "urgente" che in realtà può attendere qualche ora
una chiamata inattesa mentre stai lavorando su un'attività importante
Qui serve lucidità: rispondi, ma non sacrificare la tua priorità principale della giornata
Imprevisti che sembrano urgenti...ma non lo sono
Sono quelli che creano ansia perché arrivano "all'improvviso", ma non richiedono un'azione immediata.
Esempi concreti:
Un collega o un cliente che scrive: Quando puoi, ho bisogno di parlarti...
una notifica che segnala un cambiamento non critico
un compito che ti viene in mente mentre stai lavorando.
Questi vanno parcheggiati: li inserisci in lista, li valuti più tardi, non interrompi ciò che stai facendo
Falsi imprevisti (sembrano problemi, ma sono solo interruzioni)
Non sono imprevisti ma sono interferenze
Esempi concreti:
messaggi continui su Whatsapp
qualcuno he chiede "due minuti" che diventano venti
notifiche non filtrate
richieste non programmate che non sono compito tuo (specie se lavori da casa)
Questi vanno limitati con confini e regole di disponibilità
Perché questa classifica è fondamentale?
Perché ti evita di reagire d'istinto e ti permette di:
proteggere le attività davvero importanti
non buttare via intere giornate per micro-interruzioni
ridurre l'ansia
mantenere stabilità e ritmo
riprogrammare con realismo
Capire che tipo di imprevisto hai davanti è metà del lavoro.
La pianificazione non può impedirli, ma può diventare più forte e adattabile se impari a riconoscerli.
3 Inserisci margine strutturale nelle tue giornale
Se la tua agenda è piena al 100%, l'imprevisto non ha spazio e quando non ha spazio, se lo prende. Sempre.
Il margine non è tempo "perso". É tempo protettivo
Puoi inserirlo così:
tra un attività e l'altra (10-15 minuti liberi)
ogni giorno almeno un ora flessibile
ogni settimana un blocco dedicato al recupero o alla riorganizzazione
ogni mese una mezza giornata senza appuntamenti.
Se non prevedi margine, l'imprevisto diventa un problema. Se lo prevedi, diventa una variabile gestibile (nella maggior parte dei casi)
4 Rivedi la tua pianificazione ogni volta che succede qualcosa
Ogni imprevisto richiede micro-ripianificazione
Non serve rifar tutto: basta ricalibrare.
Puoi procedere così:
Cosa posso rimandare?
Cosa posso accorciare?
Cosa posso delegare o minimizzare?
Cosa devo assolutamente fare oggi?
Questa revisione richiede 3-4 minuti, ed evita il classico effetto a cascata che manda all'aria tutta la settimana.
5 Organizza le attività importanti nelle ore "protette"
Gli imprevisti (dispettosi!) arrivano più spesso:
Vicino alle scadenze
quando sei già stanca/o
nei momenti di bassa energia
Pr questo motivo, le attività prioritarie vanno collocate:
Nelle ore in cui sei più lucida/o
lontano dalle fasce orarie "ad alto rischio interruzioni"
in blocchi protetti da notifiche e distrazioni
Così anche un imprevisto serio non compromette ciò che conta davvero
Ce ne sarebbero altri ma...per oggi mi fermo qui
In sintesi
Gli imprevisti no sono un errore. Sono una parte naturale della vita e del lavoro.
L'errore, semmai, è costruire una pianificazione che funziona solo in assenza di imprevisti
Una pianificazione efficace:
accoglie
assorbe
integra
permette di continuare
Una buona pianificazione e una buona organizzazione permettono equilibrio.
Che differenza c'è tra pianificazione e organizzazione? Ne parleremo nel prossimo articolo!
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